L'art. 151 del D.Lgs. 81/08 vuole dentro il POS il programma della successione dei lavori: in che ordine si demolisce, con quali mezzi, con quali cautele. POS.so Cloud lo costruisce passo passo e lo stampa come capitolo del POS o come fascicolo a sé da tenere in cantiere.
Le demolizioni hanno una sezione tutta loro nel Testo Unico: Titolo IV, Capo II, Sezione VIII, articoli da 150 a 156. Non sono raccomandazioni generiche — sono obblighi puntuali, e diversi riguardano cose da fare prima che il primo colpo venga battuto.
Il passaggio che riguarda direttamente il POS è il comma 2 dell'art. 151: «la successione dei lavori deve risultare da apposito programma contenuto nel POS, tenendo conto di quanto indicato nel PSC, ove previsto, che deve essere tenuto a disposizione degli organi di vigilanza». Il programma quindi non è un allegato facoltativo né un documento a parte: è contenuto del Piano Operativo di Sicurezza, e deve poter essere mostrato in cantiere.
| Art. | Cosa impone |
|---|---|
| 150 | Verifica delle condizioni di conservazione e di stabilità prima dell'inizio dei lavori, e opere di rafforzamento e puntellamento necessarie a evitare crolli intempestivi. |
| 151 | Demolizione con cautela e con ordine, in ordine inverso a quello di costruzione, sotto la sorveglianza di un preposto — e il programma della successione dei lavori dentro il POS. |
| 152 | Ponti di servizio indipendenti dall'opera in demolizione per la demolizione dei muri con attrezzature manuali. |
| 153 | Il materiale di demolizione non si getta dall'alto: va convogliato con canali di scarico, e le polveri vanno abbattute con la bagnatura. |
| 154 | Nella zona sottostante la demolizione sosta e transito sono vietati: l'area va delimitata con appositi sbarramenti. |
| 155 | La demolizione per rovesciamento è ammessa solo a condizioni tassative di altezza, attrezzatura e distanza del personale. |
Si demolisce in ordine inverso a quello di costruzione: dall'alto verso il basso, l'ultimo elemento costruito è il primo a essere rimosso.
Sembra ovvio detto così, ma è la ragione per cui il programma va scritto prima e non ricostruito a posteriori: togliere un elemento portante prima di quelli che sostiene è il modo più diretto di provocare un crollo mentre ci sono uomini sotto. E per la stessa ragione le fasi preliminari non si saltano mai.
Recinzione, sbarramenti e segnaletica: nella zona sottostante la demolizione sosta e transito vanno vietati (art. 154).
Verifica di stabilità da parte del tecnico incaricato, e opere di rafforzamento dove servono (art. 150).
Elettrica, gas, acqua, fognatura, dati: ogni distacco va confermato dal gestore, con data. È la voce che previene gli infortuni più gravi.
Amianto in primis, poi fibre artificiali vetrose, piombo, serbatoi. Solo dopo comincia la demolizione strutturale.
Dal 24 gennaio 2026 il D.Lgs. 213/2025 modifica il Titolo IX Capo III del Testo Unico. Il cambiamento che tocca da vicino chi demolisce è l'art. 248: l'indagine preliminare sulla presenza di materiali contenenti amianto diventa obbligatoria prima di lavori di demolizione, manutenzione e ristrutturazione, se necessario tramite operatore qualificato. Nello stesso provvedimento il valore limite di esposizione scende da 0,1 a 0,01 fibre per centimetro cubo.
Se l'indagine risulta positiva non basta annotarlo nel POS: serve il Piano di Lavoro dell'art. 256, da trasmettere all'organo di vigilanza almeno 30 giorni prima dell'inizio dei lavori. POS.so Cloud registra l'esito dell'indagine, lo riporta nel documento e avvisa quando quel piano separato diventa necessario — ma non lo genera al posto tuo, perché è un documento che va costruito con l'impresa abilitata alla bonifica.
Un percorso guidato che segue l'ordine degli obblighi, non quello comodo da compilare.
Le fasi si scrivono una per una — tecnica, attrezzature, quota, addetti, misure — e si spostano con le frecce: l'ordine è il contenuto obbligatorio, non un dettaglio estetico.
Partendo dall'opera e dalle tecniche dichiarate, l'AI propone una successione di fasi. Resta marcata «bozza» finché non la rileggi, e in quello stato viene stampata con l'avviso «da verificare».
Verifica di stabilità non registrata, indagine amianto mancante, preposto non indicato: la verifica pre-stampa li segnala, e se restano mancanti lo dice anche il PDF.
Il piano entra nel POS come vuole l'art. 151, e si stampa anche da solo in poche pagine — il fascicolo da tenere in baracca ed esibire agli organi di vigilanza.
Elettrica, gas, acqua, fognatura, dati: per ognuna lo stato, chi ha confermato e quando. Con l'avviso dell'art. 117 se ci sono linee elettriche aeree vicine.
L'art. 151 vuole i lavori eseguiti sotto la sorveglianza di un preposto: si indica per nome, scegliendolo fra i lavoratori già inseriti nel POS.
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